UNA PROPOSTA DI METODOLOGIA DI MISURAZIONE DELL’USABILITA’ DI INTERFACCE PER WEB E SMARTPHONE

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Il presente lavoro intende esplorare lo stato dell’arte dell’usabilità delle interfacce web, descrivere linee guida per la realizzazione di un sito, e proporre un metodo innovativo per indagare se e quanto l’applicazione dei principi dell’usabilità migliorano l’esperienza dell’utente. Si è scelto di affrontare il problema in maniera aperta in modo che sia possibile applicare i principi del “buon design” e dell’usabilità enunciati anche a tecnologie non ancora disponibili o ancora non sufficientemente standardizzate.In una prima parte si attraversa trasversalmente il campo d’indagine della psicologia cognitiva alla ricerca delle radici cognitive e psicologiche delle teorie dell’usabilità. I concetti, le esperienze e gli esempi tratti dalle precedenti considerazioni e da cognizioni dell’ergonomia tradizionale ci permetteranno di comprendere appieno l’importanza cruciale dell’aspetto cognitivo nello studio dell’usabilità e di enunciare i principi fondamentali del buon design. La seconda parte del lavoro prende in considerazione in particolare l’uso del colore e della forma come elemento essenziale per veicolare o rafforzare il messaggio di un sito e migliorarne l’usabilità. I risultati delle precedenti sezioni vengono applicati alla definizione precisa di regole per la progettazione e programmazione delle interfacce web: in questa sezione vengono presentati esempi concreti. Nello specifico vengono poi affrontate questioni riguardanti apparecchiature webTV e smartPhone che, per vincoli tecnologici insiti negli stessi dispositivi e per l’utilizzo che l’utente generalmente ne fa, richiedono attenzioni particolari nella fase di progettazione dell’usabilità; le indicazioni fornite possono essere generalizzate facilmente alla progettazione di GUI per sistemi embedded. Il lavoro si chiude analizzando le metodologie attualmente utilizzate per valutare e misurare l’usabilità al fine di individuarne i punti deboli; viene quindi avanzata una proposta di metodologia alternativa di misurazione dell’usabilità (da sviluppare e sperimentare nell’ambito del progetto Xresis in collaborazione con il dipartimento di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa) che si avvale di tecniche di osservazione e analisi “in vivo” dell’attività cerebrale durante l’esecuzione dei compiti di navigazione web.