STUDIO DI UN PROCESSO ALTERNATIVO DI RECUPERO DEL CROMO DAI BAGNI ESAUSTI DI CONCIA

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Malgrado le prime applicazioni industriali dei sali di cromo alla concia delle pelli risalgano a poco più di cento anni or sono, l’importanza assunta da questi agenti è tanto grande da potersi definire, senza alcun dubbio, come i concianti minerali di gran lunga più utilizzati nell’industria conciaria. Essi consentono di ottenere cuoi dotati di particolari proprietà, che si prestano alla produzione di un’infinita varietà di articoli, molti dei quali era impossibile ottenere mediante la concia con tannini vegetali. Il loro impiego è estremamente semplice e la durata del processo di concia è sufficientemente breve, di norma 6-10 ore. L’industria conciaria nel comprensorio toscano (provincia di Pisa e Firenze) è caratterizzata da industrie che usano nel proprio processo il solfato basico di cromo, da qui la necessità di sviluppare metodologie atte al recupero del cromo da bagni di concia. Allo stato attuale la metodologia utilizzata dal Consorzio Recupero Cromo S.P.A. (CRC) prevede una serie di trattamenti meccanici e chimici, senza alcun apporto di calore, mediante i quali si ottiene un idrato di cromo che viene successivamente ridisciolto in più fasi e alla fine brillantato, dando luogo ad una soluzione di solfato basico di cromo, il quale non viene utilizzato direttamente per concie di qualità, gli scarti vengono poi inviati ad un depuratore in quanto, secondo il decreto Ronchi del 5/02/97 n