COSA SIGNIFICA XML

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Cosa significa XML?

   eXtensible Markup Language.

Chi ha inventato l’XML?

   
L’XML e’ stato inventato dal comitato W3C(World Wide Web Consortium) guidato da Tim Berners Lee l’inventore
dell’HTML

Cos’e’ l’XML

   Si tratta di uno standard di descrizione di documenti.

Dove posso trovare una lista di comandi XML?

   Da nessuna parte, perche’ l’XML non e’ come l’HTML una
lista di comandi di formattazione di una pagina di testo, ma permette invece di definire dei nuovi
comandi
adatti al tipo di documento che vogliamo descrivere.(In effetti sarebbe piu’ corretto dire che l’XML permette di definire nuovi linguaggi di marcatura come l’HTML:linguaggi specializzati nel descrivere un particolare tipo di documento).

Cosa non e’ l’XML

   L’XML non e’ un linguaggio di programmazione come C++ o Java.

L’XML non e’ un programma come Word

L’XML non e’ un insieme di tag che descrivono una pagina di testo come l’HTML
l’XML non e’ un database come Access o MySql.

Che relazione c’e’ tra XML e HTML?

   Con l’arrivo dell’XML, il vecchio HTML diventa solo uno dei
tanti modi possibili di definire dei documenti. Per questo motivo ora
sta diventando XHTML cioe’ un insieme di comandi definiti da
particolari specifiche XML.
Se volete divertirvi a cambiare le vostre pagine HTML in XHTML allora
andate
a Validation Service date l’URL del vostro documento, selezionate quindi “doctype” XHTML e “Encoding” UTF8.
Avrete cosi’ tutta una serie di “errori” che dovrete correggere fino ad avere
un XHTML valido.

D’ora in poi dovro’ scrivere le mie pagine in XML?

   No,continueremo a scrivere pagine HTML.In ogni caso
l’HTML costituira’ sempre il collante di Internet,la sua lingua
franca.Le pagine XML invece serviranno a definire quelle parti di
Internet che devono essere condivise da software diversi che girano
magari all’interno di organizzazioni estranee tra di loro. Inoltre
tutta quella parte di Internet che attualmente e’ in formato non HTML
(ad es. documenti Word,Latex,etc) potrebbe passare gradualmente a un
formato XML indipendente dal programma che ha creato il documento.

Perche’ non si usa l’HTML per questo scopo, invece di complicarci la vita con l’XML

   Il problema di fondo e’ che l’HTML e’ comprensibile solo
alle persone. Se voi leggete una scheda di biblioteca in HTML, non c’e’
da nessuna parte qualcosa che spieghi dov’e’ l’autore e dove il titolo.
L’informazione non e’ strutturata.
Due biblioteche non possono condividere le loro schede in HTML. Ma se
definiamo
in XML un particolare insieme di comandi <AUTORE></AUTORE>
e <TITOLO></TITOLO> allora possiamo scrivere le nostre
schede con questi
comandi e condividerle senza problemi tra biblioteche. Abbiamo
strutturato la nostra informazione. XML serve proprio a rappresentare
informazione strutturata.Ogni biblioteca potra’ usare i suoi programmi
per processare le schede ma il formato delle schede e’ ora
uguale per tutti e facilmente processabile a computer perche’ esiste
una descrizione del significato dei comandi AUTORE e TITOLO.
Un altro problema dell’HTML
e’ che non e’ adatto a rappresentare alcuni tipi di informazioni:ad esempio
formule matematiche, grafica vettoriale, etc che invece possiamo rappresentare
senza problemi con l’XML, evitando la necessita’ di dover introdurre dei
formati speciali di file come il postscript o il pdf.

Un’altra ragione per passare all’XML e’ ancora quella che l’informazione
essendo comprensibile dai programmi puo’ essere adattata con facilita’ ai
nuovi dispositivi (come il cellulare) che in futuro diventeranno prevalenti
nell’uso di Internet.

Come si presenta un documento XML?

   Si tratta di un semplice file di testo che per lo schedario dei libri potrebbe essere cosi’.

Come fa l’XML a definire nuovi comandi?

   La descrizione dei nuovi comandi e’ fatta in un apposito
documento chiamato DTD o Document Type Definition.In questo documento viene
usato un particolare metalinguaggio per definire i nuovi tipi di comandi.
Al momento attuale i due principali metalinguaggi o linguaggi
di definizione dello schema (schema languages) sono: DTD e XML-Schema.

Quale dei due linguaggi conviene usare?

   
Senz’altro XML-Schema che e’ stato scritto apposta per XML, e’ piu semplice
di DTD (si basa infatti anch’esso su XML!) ed ha piu’ tool che lo implementano.
DTD e’ invece il linguaggio originario usato da SGML che e’ l’origine di XML.

Puoi dare un esempio di DTD?

   
Ecco un’esempio di DTD che descrive come i dati
sono esportati in XML da un database relazionale(Oracle).

Puoi dare un esempio di file XML-Schema?

   
Ecco un’esempio di XML-Schema.

   

Che relazione c’e’ tra XML e SGML?

   
Servono allo stesso scopo (SGML e’ un vecchio standard) ma XML ha la
maggior parte della funzionalita’ di SGML con una complessita’ ridotta
al minimo.

Il DTD e’ l’unico modo per definire nuovi comandi?

   
No,in effetti il DTD piu’ che definire i comandi permette di controllarne
la correttezza (controllarne la sintassi). Ma i comandi stessi potrebbero essere definiti
in maniera implicita da un documento XML come questo
che definisce i
nuovi comandi AUTORE,TITOLO,etc ma dal documento non possiamo sapere se
e’ possibile dare il comando AUTORE piu’ volte per lo stesso LIBRO.
Sono cose come queste che spiega il DTD.

Se guardiamo la nostra scheda di biblioteca con un browser
che capisce XML e’ sufficiente il DTD perche’ il browser possa
mostrarci la scheda?

   No,perche’ il browser anche se ora puo’ controllare la
sintassi dei comandi AUTORE e TITOLO (usando il DTD) ancora non sa come
rappresentare
l’informazione contenuta tra il comando di apertura e chiusura. Per
questo esistono i fogli di stile(stylesheets
:documenti separati che descrivono la formattazione): un documento XML
puo’ essere pubblicato con i normali CSS dell’HTML oppure con XSLT
(eXtensible Stylesheet Language Transformations).

Se abbiamo le nostre schede descritte coi comandi inventati da noi in
un documento libri.xml
e’ possibile rappresentare il documento con un browser?

   Si. I.E. permette di rappresentare l’informazione
di un tale documento utilizzando il CSS. In pratica delle apposite estensioni del normale HTML
piu’ istruzioni Javascript.Ad esempio per rappresentare l’autore potremmo
scrivere:

Ecco un documento che permette di vedere le schede
una a una.(Funziona solo con IE).

Sempre Javascript permette di importare un documento XML in un HTML
se usate IE oppure un browser basato su Mozilla:potete trovare degli esempi
con questa ricerca.

La maniera piu’ immediata per trasformare XML in HTML e’ pero’ quella
di usare XSLT cioe’ definendo le trasformazioni da fare del cosiddetto
eXtensible Stylesheet Language.Ecco il risultato con questo programma XSLT.La transformazione e’ fatta a volo
dal browser che deve capire XSLT (I.E. e Mozilla sono ambedue in grado di farlo
anche se il programma XSLT di uno potrebbe essere leggermente diverso da quello
dell’altro).

I browser sono gli unici programmi che capiscono l’XML?

   No,il browser e’ solo uno dei tanti programmi che capiscono
l’XML. In effetti, dato che l’XML si configura come una
rappresentazione standard di qualsiasi tipo di informazione, fra poco
tutti i programmi capiranno l’XML. Questo gia’ succede con le nuove
versioni dei programmi Microsoft. La Microsoft sta usando l’XML come
una maniera standard di rappresentare informazione che
deve essere condivisa tra programmi diversi come un database, Word, un
foglio
elettronico e il browser.

A proposito di Microsoft, non c’e’ il pericolo che l’XML produca una balcanizzazione della rete?

   Si il pericolo esiste, nel senso che
il proliferare di nuovi linguaggi XML rende sempre piu’ difficile il
compito di tenere i browser aggiornati per riuscire a vedere la
maggioranza dei formati.
Cosi’ le zone del Web irraggiungibili a causa del formato usato invece
di diminuire aumentano. Per questo motivo dobbiamo, ancora per un po,
usare il vecchio HTML come un formato di riserva visibile a tutti.
Un esempio recente (2004) di balcanizzazione e’ l’introduzione di XAML
da parte
di Microsoft (in pratica una reinvenzione di SVG) che rendera’ piu’
difficile
la convergenza verso linguaggi XML standard. Mentre prima
dell’introduzione XAML si poteva pensare che in poco tempo tutti i
browser avrebbero letto pagine
contenenti XHTML+SVG+MATHML mescolati, ora quest’illusione e’ sfumata .

Dato che l’XML e’ una rappresentazione standard
dell’informazione che tra poco sara’ capita da qualsiasi programma,
possiamo usarlo per rappresentare database?

   Si e no. L’XML va bene per rappresentare il contenuto di un
database al di fuori dello stesso(ad es. per esportare il database) ma
dato che il database ha sempre bisogno di un motore (un programma
specializzato) questo programma dovra’ sempre usare una sua
rappresentazione
proprietaria. La rappresentazione XML,almeno per ora, non si presta per
rappresentare l’informazione all’interno del database. Magari in futuro
diverranno prevalenti dei database XML, ma non sembra che la cosa sia
imminente (almeno per le applicazioni “serie” di database). Tra l’altro
l’XML non ha ancora un modo standard di rappresentare campi differenti
da stringhe, come numeri e date!
Ovviamente,se proprio volete complicarvi
la vita (ricordate che non stiamo parlando di applicazioni a livello
di grandi organizzazioni) , allora potete definire una rappresentazione
XML
del contenuto del database (con una serie di comandi) e poi scrivere
tutto il
vostro software di interfaccia al database in modo da fare uso di
questa rappresentazione ogni volta che avete bisogno di importare o
esportare dati. Potete
cosi’ costruire un’interfaccia indipendente dal programma di database
particolare usato.
Molto generale ma perfettamente inutile, in quanto alla fine siete
costretto
sempre ad imparare a usare un particolare programma di database. Per
una grande organizzazione le cose sono differenti…

Dato che XML e’ una maniera standard di descrivere
informazione strutturata, perche’ non si e’ usata la descrizione a
tabelle e campi ormai collaudata
dai database relazionali?

I database relazionali erano una tecnologia matura e la
descrizione relazionale dell’informazione era uno standard quando Tim
Berners Lee e i suoi colleghi del W3C nel 1998 si riunirono per
decidere come procedere per estendere il Web.
Perche’ decisero di imboccare la strada nuova dell’XML invece di
poggiarsi sulla solida reputazione dei data base relazionali? Per
capire il perche’ di questa
decisione “azzardata” dobbiamo rifarci ai tempi. Nel 1998 il Web ha
gia’ dimostrato come usando
tre “stupide” tecnologie come http+html+url sia stato possibile creare
e condividere un’enorme database online costituito dal Web. Il Web era
riuscito a fare qualcosa che la “matura” tecnologia RDBMS non era
riuscita
a fare a parte qualche lodevole tentativo di database online a
pagamento.
E’ arrivato il momento , per Tim , del grande balzo. Estendere il
successo
nel condividere l’informazione del Web, a tutto lo scibile umano. Tutto
cio’
che puo’ essere digitalizzato deve finire sul Web ed essere facilmente
accessibile e classificabile come lo sono adesso le pagine HTML. Temo
che
fosse inevitabile usare XML in quanto e’ una “naturale” estensione
dell’HTML.

Se entriamo poi nelle possibilita’ offerte da XML, esso permette di
descrivere strutture di dati piu’ complesse di quelle descrivibili con le
tabelle e i campi dei database relazionali. Ma il
maggior vantaggio e’ che “la descrizione relazionale a tabelle” della
realta’ e’ un po’ troppo tecnica e legata all’implementazione.
mentre l’XML si presenta innanzitutto come una tecnica che permette
a un gruppo di persone di creare una descrizione condivisa di oggetti
di loro interesse. Il risultato sono documenti facilmente leggibili
sia dall’operatore umano che dal computer.
Il “salto nel vuoto” dell’XML era relativo, perche’ esso era basato
su uno standard preesistente come l’SGML e perche’ esso, come si e’ visto
in seguito, ha potuto beneficiare di tutte le tecnologie di HTML dinamico,
all’epoca gia’ esistenti come il Dom, Javascript,etc

Perche’ nessuna grande organizzazione puo’ ormai ignorare l’XML?

Perche’ l’XML permette la memorizzazione,la pubblicazione e lo
scambio di documenti elettronici.E questa e’ la base di ogni tipo di
commercio elettronico.

I documenti XML possono essere collegati tra di loro?

Si e la maniera con la quale possono essere collegati e’ molto
piu’ sofisticata dei normali link HTML. La maniera come collegarli e’
descritta dalla specifica W3C XLink.In generale i documenti XML
di un sito (come quelli della nostra biblioteca) sono disposti a
formare una complessa struttura gerarchica che non si presta molto bene
a essere rappresentata ne da un database relazionale ne da uno ad
oggetti. Per questo cominciano a sorgere dei sistemi specializzati che
sostengono questi siti XML come prima succedeva con i sistemi tipo
SQLSERVER basati solo su database relazionali. Un sistema del genere
che potremmo anche chiamare impropriamente “database XML” puo’ servire
in grandi organizzazioni a gestire in maniera integrata la loro
informazione. Esso potrebbe usare
in alcune aree i database tradizionali come sostegno.

Quando si usano piu’ linguaggi di marcatura nello stesso documento come si evitano i conflitti?

   
XML Namespaces e’ un meccanismo che evita i conflitti (ad es. comandi
con lo stesso nome). Esso consiste nel dare un nome a un insieme di comandi
collegati. A questo punto possiamo riferirci a quei comandi facendoli precedere
col loro nome. Cosi’ potrei avere un <mio:h1> che potrei usare assieme all’
<h1> del normale html.

Perche’ quando si usano programmi che capiscono XML si parla sempre di Parser, DOM e SAX?

   
Ogni programma capace di processare l’XML deve avere un parser
che riconosce i comandi presenti e ne ricostruisce la struttura.DOM e
SAX sono due standard per questa operazione di parsing. DOM (Document
Object Model) e’ la modalita’
piu’ sofisticata ma anche piu’ dispendiosa in termini di risorse di
computer, in
quanto prevede la ricostruzione del modello gerarchico completo del
documento
in memoria con chiamate (API) che permettono di percorrere questo
albero
producendo arbitrarie trasformazioni. SAX (Simple Api for XML) prevede
invece
solo una serie di eventi che vengono generati ogni qualvolta un
particolare
comando viene trovato in un documento.

Un Parser Sax disponibile gratis in C++ e Java e’ Xerces di Apache. Questo software puo’ essere usato come base
per lo sviluppo di applicazioni XML.

Che relazione c’e’ tra XML e Java. Perche’ esistono tanti libri su
XML e Java?

Java e’, al momento attuale uno dei linguaggi piu’ usati per trattare XML.

Qui maggiori dettagli

Esistono estensioni XML dell’HTML di uso generale e per i quali ci sono
gia’ dei programmi pronti per il controllo e la visione dei documenti?

Si,molti. Due dei piu’ interessanti,almeno per quanto riguarda
la documentazione scientifica, sono DocBook e MathML.Queste estensioni
dell’HTML dovrebbero
permettere di scrivere in XML un documento LATEX (che e’ il sistema
piu’ usato
al momento per la documentazione scientifica). Per validare e vedere il
documento cosi’ scritto esistono vari tool.Per comprendere l’uso di
questi tool e’ meglio riferirsi a questo schema.Le due rappresentazioni LaTex e XML
sono collegate tra di loro attraverso una rappresentazione intermedia
detta degli FO (Formatting objects) che si ottengono dal documento XML
usando le specifiche XSLT con programmi X2F (XML to LaTex). Dal file contenente
gli FO e’ possibile passare al documento LaTex con tutte le sue possibilita’
di visualizzazione(questo si ottiene con Passivetex). Ma e’ possibile anche passare direttamente a una
rappresentazione PDF con il programma FOP.

Il problema della documentazione scientifica che consiste essenzialmente
nel far diventare la visualizzazione sullo schermo il piu’ possibile simile
a quello su carta viene descritto in dettaglio in questo articolo.

Cos’e’ SVG(Scalable Vector Graphics)?

   Si tratta di un linguaggio XML standard inventato per definire la grafica vettoriale. Adobe fornisce un plugin per file XML contenenti descrizioni di grafica vettoriale in SVG. Usando questo visualizzatore e’ possibile
fare,con un semplice file Ascii, quello che finora si poteva fare solo con
programmi in Java o materiali Flash.
Ecco un esempio basato sul seguente file xml. Mozilla sta procedendo
ad includere SVG in modo da non aver bisogno di plugin.Inoltre il progetto opensource Batik
fornisce software per sviluppare e vedere materiali SVG. Se SVG riesce
ad imporsi, potremmo avere in futuro interi siti scritti in SVG con
pagine in cui la qualita’ del testo e della
grafica e’ simile a quella delle migliori pagine stampate.

E’ vero che l’XML dovrebbe rendere obsoleti in poco tempo i servizi Web ora forniti tramite script CGI?

   L’idea di base e’ la seguente:se voi fornite un servizio
via Web ,potete definire lo scambio di informazioni con l’utente in
termini di scambio ed elaborazione di documenti XML. Potete addirittura
generalizzare la cosa definendo un formato XML che permetta lo scambio
di oggetti e l’attivazione
di procedure remote. E’ quello che fa la tecnologia SOAP(Simple Object Access Protocol) e XML-RPC
che e’ di fatto in grado di rimpiazzare CORBA e DCOM ma a differenza di
questi non dipende dal linguaggio e dalla piattaforma. Insomma con SOAP
o XML-RPC
si passa da un server di documenti a un server di oggetti . Questo
server ,potendo eseguire metodi collegati a quegli oggetti, fornisce di
fatto “servizi”.

Cosa sono i Servizi Web secondo il Consorzio W3C?

   I servizi Web vengono interrogati mandando un file XML
e la risposta e’ sempre un documento XML. Un servizio Web dovrebbe inoltre
avere un’interfaccia pubblica che lo descrive via un altro linguaggio XML
standard:WSDLWeb Service Description Language. E per finire
sarebbe desiderabile avere una maniera semplice per localizzarlo:questo si
ottiene attraverso l’UDDI Universal Description, Discovery, and Integration. Da notare che queste due ultime caratteristiche almeno per adesso non
sono essenziali.

Esiste una lista di servizi disponibili?

    Si su XMethods
vero e proprio catalogo di servizi Web.

Potresti dare un esempio concreto di servizio Web?

   Google Api
permette a un programma di collegarsi a http://api.google.com/search/beta2 mandando (col metodo POST)
di http un file xml. Questo puo’ essere fatto
con questo programma Java.Il risultato e’ in
questo altro file XML. Da notare che la query
“xml faq” e’ codificata nell’XML. Qui c’e’ anche da dare una chiave che viene
fornita da Google quando si scarica l’API(nell’esempio e’ stata azzerata).
Il protocollo di comunicazione usato e’ il SOAP. Il programma Java e’
il piu’ semplice cliente SOAP che possiate scrivere. Ma Google vi fornisce
il codice di altri clienti piu’ sofisticati in Java, Perl e C# (quest’ultimo per la
piattaforma .NET). Inoltre siccome l’interfaccia e’ descritta in WSDL all’indirizzo http://api.google.com/GoogleSearch.wsdl, esistono strumenti automatici che permettono di generare
un’API direttamente da questo documento, in quanto questo non e’ altro che
la descrizione degli oggetti e dei metodi disponibili. Usando questi tool
(ad esempio Apache Axis) un programma
puo’ accedere direttamente ai risultati della ricerca su Google.

Ecco l’esempio in Java fornito da Google,
che permette di accedere ai risultati della stessa ricerca scrivendo:

Cos’e’ l’approccio REST per la realizzazione di servizi Web

   E’ un’alternativa a SOAP e XML-RPC per fornire servizi Web
con XML. L’idea e’ di usare il “vecchio protocollo” HTTP che ha il pregio di
scalare senza problemi usando il seguente approccio:a ogni risorsa Web viene
assegnato un URL univoco.Ad esempio,per tornare al nostro catalogo di libri:
avremo un URL che indica l’intero catalogo e tanti URL quante sono le schede.
Quando richiediamo l’intero catalogo ci viene inviata la lista degli indirizzi
di ogni singola scheda. Questo e’ importante perche’ permette di implementare
le schede anche su computer diversi e utilizzando tecnologie diverse come
database o semplici file Ascii. Per manipolare le singole schede useremo
l’indirizzo della scheda e uno dei possibili comandi HTTP: GET,PUT,DELETE e
POST. Con GET otteniamo come risultato un file XML con le informazioni
della scheda. Il metodo PUT ci permette di aggiornare la scheda. DELETE di
cancellarla.Infine un particolare indirizzo invocato con POST ci permette di
inviare al server una nuova scheda in formato XML che viene aggiunta al
catalogo.

In definitiva mentre i servizi Web realizzati con SOAP sono
basati sulla definizione di un API (lista di oggetti e metodi)
richiamabile da computer remoti collegati a Internet, i servizi
Web di tipo REST si basano sugli oggetti risorse di rete identificati
da indirizzi univoci(URI) ai quali possiamo applicare i soli quattro
metodi GET, PUT(create), DELETE, POST(insert) che possiamo invocare
usando http.

Puoi fare un esempio di servizio Web realizzato con l’approccio REST?

   Si. Amazon ha definito un API che a differenza di quello
di Google, e’ realizzato sia con SOAP che con REST.Ecco un esempio di pagina
PHP che interroga Amazon
ottenendo un documento XML con i risultati della
ricerca. Seguendo l’approccio REST la “risorsa” ha un proprio indirizzo(URI)
che e’ il seguente e se noi clicchiamo sopra (usando la direttiva GET) otteniamo
direttamente il documento XML. E’ interessante notare come Amazon permetta di
ottenere il documento di ritorno in HTML se noi forniamo nell’URI l’indirizzo
Web di un file XSL da usare per formattare il testo.

Cosa significa REST e chi l’ha inventato?

   REST sta per REpresentational State Transfer ed e’ stato
“inventato” da Roy Fielding nella sua tesi nella quale cerca di estrarre
i principi architetturali che hanno portato il Web al successo.

Per maggiori informazioni cercate REST.

Quali applicazioni potrebbe avere l’XML nella ricerca di informazione su Internet?

   Potrebbe avere moltissime applicazioni:per esempio se
tutte le organizzazioni che fanno commercio online descrivessero
caratteristiche e prezzi dei loro prodotti in un formato XML standard,
si potrebbero creare
dei programmi che ricercano quali sono i negozi che vendono un certo
articolo
piu’ a buon mercato. Ovviamente tutto si basa sul fatto di definire uno
standard che venga usato da tutti. Un esempio di queste applicazioni lo
si puo’
vedere nell’Open Archives Protocol che ,una volta venga adottato da tutti, dovrebbe
permettere la ricerca negli archivi elettronici di articoli scientifici(eprint).

Se guardiamo alla situazione del Web attuale, vediamo che solo una
piccola
percentuale della documentazione online (forse 1/500) e’ classificata e
quindi
direttamente accessibile attraverso un motore di ricerca.Tutto il resto
e’ accessibile solo attraverso link presenti nei documenti HTML
classificati.
E’ possibile riuscire a trasformare il resto dei documenti (in una
pletora di
formati diversi :pdf,postscript,realaudio,etc) in modo che sia
classificato
come i documenti HTML? E’ quello che cerca di fare l’XML. Probabilmente
nei
prossimi anni assisteremo a una graduale conversione degli archivi
finche’ tutti passeranno al formato XML e il Web diventera’
effettivamente tutto classificabile e accessibile via i motori di
ricerca.Anche documenti (come le immagini o spezzoni audio o video) che
non sono convertibili in XML avranno un file XML
collegato che li descrive.Insomma con l’XML, Tim Berners Lee vuole
realizzare
il suo sogno di rendere tutta l’informazione online e a portata di mano
con una
semplice ricerca.

Cos’e’ questo RSS e perche’ sta generando tanto interesse?

   
Non c’e’ dubbio che ormai col Web , ogni sito e addirittura ogni
singolo individuo e’ diventato una vera e propria agenzia di stampa con
aggiornamenti continui
dei propri materiali. Ma come possiamo fare per avvisare chi e’
interessato
sulle ultime novita’? Prima c’era il famoso “What’s new”. Ma adesso
c’e’ una
soluzione ancora piu’ razionale: un file XML che descrive ,usando il
formato
RSS, tutte le ultime novita’ sul vostro sito. Con questo file diventate
una vera e propria agenzia di stampa. Chi e’ interessato puo’,
attraverso un
apposito programma, leggere il vostro file e presentare su un altro sito una lista di link alle ultime notizie. O ancora, sempre attraverso programmi
appositi, aggregare le vostre novita’ con quelle di altri siti simili,
presentando una lista selezionata con i soli argomenti interessanti.
Oppure potete creare motori di ricerca solo sulle ultime notizie
di tutti i siti interessanti.

Il formato RSS( inizialmente chiamato Rich Site Summary e inventato da Netscape come base dei suoi canali:e’ sua la versione 0.9) ha ormai piu’ versioni e dalla versione
1.0 esso e’ basato sullo standard RDF di descrizione
di documenti. Per cui ora RSS sta per RDF Site Summary.

Se siete curiosi di vedere questi What’s new distribuibili e
soprattutto processabili da parte di un programma, cercate rss+feed su Google. O meglio potete scaricare un programma detto aggregatore di notizie che vi permette di iscrivervi in maniera automatica ai feed disponibili online su alcune
pagine Web ( di solito indicato da un piccolo pulsante con RSS scritto sopra). O ,ancora piu’ semplice, potete
registrarvi gratis su un sito come bloglines
e usare il loro sito per abbonarvi ai feed che vi interessano e
consultarli giornalmente.
Questo puo’ rendere molto piu’ semplice l’operazione di consultare ogni
giorno
alcune decine di siti in cerca di novita’. (Tra l’altro ,se un sito che
vi interessa non ha il feed RSS, invece di guardarlo ogni giorno in
cerca di novita’, e’
piu’ facile creare voi stessi un RSS feed del sito scrivendo un
programma ad esempio in Perl, e farvi avvisare dal vostro aggregatore
quando il sito cambia).

Un RSS feed puo’ essere scritto anche a mano come un HTML: potete usare
poi un sito di validazione
per controllare che non abbia errori. Negli ultimi tempi c’e’ la moda
di collegare un RSS feed a tutto inclusi per esempio liste di
appuntamenti, modifiche al codice di un
programma tramite CVS da parte dei partecipanti di un progetto software
, etc… Il motivo
di questo uso e’ quello di potersi creare una pagina che si aggiorna in
continuazione avvisandovi non appena c’e’ qualche evento interessante
per voi.

Cos’e’ questo AJAX e perche’ sta generando tanto interesse?

   
AJAX sta per “Asynchronous JavaScript language and XML” ed e’ una
tecnica per sviluppare applicazioni web interattive usando le “vecchie
techniche” dell’html dinamico (essenzialmente programmi Javascript
inclusi nell’html per manipolare l’albero del documento descritto dal
DOM) accoppiate alla nuova tecnica di richiedere dati dal
server usando l’oggetto XMLHttpRequest che ritorna le informazioni dal server sotto forma di documenti
XML. Questi dati sono estratti dal documento XML e usati per modificare la pagina HTML originale. La maggiore
novita’ dal punto di vista tecnico e’ che l’utente resta sempre sulla stessa pagina vedendola cambiare
man mano che arrivano i dati. Ecco un esempio banale di applicazione AJAX :
un orologio aggiornato dal server ogni 10 secondi. Guardando il sorgente della pagina Web vedrete
che esso richiama il seguente servizio che ritorna l’ora
in formato XML. Invece un esempio molto sofisticato di AJAX e’ Google Maps.
Google Maps e’ stata l’applicazione che ha fatto capire agli sviluppatori Web le possibilita’ offerte da AJAX.
Da allora le applicazioni AJAX si moltiplicano tanto che si parla della nascita di un Web 2 o di seconda
generazione.

Il motivo principale dell’interesse per AJAX e’ che la nuova tecnica sembra realizzare senza l’uso di complesse
tecnologie come i servizi Web, la potenzialita’ di portare le applicazioni desktop (Office per intenderci)
sul Web. Cioe’ ,usando AJAX, l’interfaccia Web potrebbe fornire un’esperienza altrettanto soddisfacente
per l’utente di quella offerta da un programma standalone come Office. Per questo si moltiplicano le voci
di imminenti offerte da parte di Google o altri giganti del Web di servizi gratuiti che forniscono le
stesse possibilita’ offerte da Office ma richiedono solo un browser per essere usati.

Ormai tutti i linguaggi di programmazione usati sul Web si
stanno attrezzando per supportare lo sviluppo
di pagine con la filosofia AJAX : non piu’ un modulo che carica
un’altra pagina, ma un modulo che provoca
l’aggiornamento della pagina in cui si trova. Tra questi uno dei piu’
attrezzati sembra essere Ruby con la sua estensione Rails (il
cosiddetto Ruby on Rails, Ruby sui binari:un gioco di parole).
In apparenza Ruby on Rails permette di facilitare enormemente la
creazione di siti Web AJAX. Questo viene
ottenuto in parte con un’interfaccia estremamente semplificata con i
database di supporto. Non e’ necessario
preparare complicati file XML per la pubblicazione di un’applicazione
(come ad esempio in Java) , Ruby provvede
a fare tutto da se usando delle regole predefinite.

Per saperne di piu’ : AJAX su Wikipedia

Ok,io non sono in una grande organizzazione ne’ in una ditta
che fa software, tutto quello che faccio e’ occuparmi del sito di una
piccola organizzazione;XML ha qualche rilevanza per me?

   XML come abbiamo visto, non e’ un programma, non e’ un
linguaggio ma uno standard che dovrebbe rendere l’uso di Internet
universale. Ad esempio una fabbrica automatizzata potrebbe essere
basata su un flusso di dati XML.
Due ospedali possono scambiarsi dati sui pazienti in XML…etc. Quello
che voglio dire e’ che dovete ripensare tutto quello che fate in XML.
Anche se il vostro sito e’ in HTML, dovreste cominciare a pensarlo come
una serie di documenti XHTML cominciando col controllare i documenti a questo indirizzo.
Avete un elenco telefonico o qualche altra applicazione Web su un data
base: perche’ non cominciate a pensare (e a salvare) i vostri dati in
formato XML?
Cosi’ tutte le volte che avete bisogno di memorizzare o trattare
informazione
(anche al difuori del Web) cominciate a rappresentare i dati in formato
XML.
Con l’apparizione di nuovi programmi che trattano XML sara’ sempre piu’
facile trattare dati di questo tipo. Potete poi collegare tra di loro
questi documenti XML ed ottenere la rete XML di sostegno del vostro
lavoro. Qualcosa finora irrealizzabile con l’HTML.

Dove posso trovare altra informazione su XML?